Come fa sapere il blog Multiplayer
di MTV, Activision Blizzard ha già annunciato la propria line-up per il prossimo anno, e fra i titoli nominati ci sono sia graditi ritorni, sia progetti inediti.
Innanzitutto il "mega" publisher ha annunciato che il prossimo capitolo nella serie Call of Duty, il sesto per la precisione, sarà nientepopodimeno che Call of Duty: Modern Warfare 2, seguito diretto di Call of Duty 4: Modern Warfare, ovvero il videogioco del 2007 più venduto con oltre 10 milioni di copie a livello mondiale, che a questo punto diventa di fatto una "serie nella serie". Per ora putroppo dobbiamo rassegnarci a conoscere solo il titolo di questo futuro blockbuster (che comunque si sa già verrà sviluppato dai creatori originali della serie, alias Infinity Ward), mentre le novità che lo riguardano molto probabilmente verranno svelate solo nel corso del 2009.
A seguire troviamo il ritorno (scontato) di Guitar Hero con l'ormai quinta installazione del rhythm game che ha letteralmente spopolato in tutto il mondo e che ha saputo conquistare un po' tutte le fasce d'età, nonché il ritorno della serie di Tony Hawk, dal quale tutti gli appassionati di skateboard si aspettano grandi cose.
Questo riguarda la serie di giochi che prima apparteneva ad Activision, mentre per quanto riguarda Blizzard spiccano due titoli tutti nuovi, che verranno sviluppati dal team Bizarre Creations (i creatori di Project Gotham Racing): l'uno è un racing game creato sulla base delle avventure dell'agente 007, alias James Bond, l'altro pure è un gioco di guida, ma decisamente più intrigante; esso viene infatti definito dai suoi ideatori come un incrocio fra Mario Kart e Forza Motorsport.
Come potete vedere cliccando QUI, Konami ha tutta l'intenzione di svelare, ma solo "a poco a poco" e attraverso insoliti "sotterfugi", un nuovo videogioco legato alla saga di Solid Snake, che per ora la stessa Konami presenta come "A Next Metal Gear", ovvero "Un Nuovo Metal Gear".
Ci scuserete la nostra assoluta mancanza di fanstasia, ma non abbiamo la benché minima idea di cosa il simbolo rappresenti; c'è chi (ovviamente) parla della tanto sperata versione Xbox 360 (peraltro smentita più e più volte negli ultimi mesi), e c'è chi invece pensa ad un nuovo Metal Gear Ac!d; ad ogni modo si sapeva già prima dell'uscita di Metal Gear Solid 4 (per PlayStation 3) che la saga non sarebbe terminata con quest'ultimo episodio, per cui a questo punto bisogna solo attendere annunci più concreti da parte di Konami.
Nella conferenza svoltasi l'altro ieri in quel di Londra, il publisher francese Atari ha confermato, tra i tanti, il ritorno della apprezzata "simulazione arcade" automobilistica Test Drive, il cui ultimo capitolo Test Drive Unlimited ha lasciato molti giocatori con la voglia matta di un seguito (un eventuale "Test Drive Unlimited 2") ancor più divertente, ma che (fino ad oggi) non era mai stato ufficializzato né dalla stessa Atari, né tantomeno dallo sviluppatore Eden Games.
Dunque il seguito di Test Drive Unlimited si farà, ma fomentarsi ed illudersi non serve a niente perché Atari lo pone, come anche gli altri titoli di cui vi stiamo per parlare, soltanto dopo il 2009. Insieme ad esso dunque, ed entro il 2010 si presume, dovremmo poter mettere le mani anche su un nuovo Baldur's Gate, un nuovo Neverwinter Nights (il terzo) ed infine, udite udite, un nuovo Dungeons & Dragons.
Se a voi dà fastidio anche solo leggerle certe notizie, figuratevi a noi che le dobbiamo scrivere! Lamentele a parte, è vero che non c'è molto da apprendere dalla semplice conferma, da parte di Ubisoft, che Assassin's Creed 2 esiste ed è già in fervente sviluppo, ma se non altro la notizia crea un buono spunto per una (eventuale) lunga ed articolata discussione.
C'è forse infatti troppo da dire sul primo episodio, che ha lasciato l'amaro in bocca a molti, e su come tutti vorremmo che fosse il secondio, ma c'è anche troppo poco tempo per dirlo; per cui, con la speranza che questo attesissimo seguito non tardi molto nell'uscita (ancora molto lontana nel tempo comunque), possiamo modestamente invitarvi a leggere la nostra recensione
della versione PC di Assassin's Creed.
P.S. Ubisoft non ha ancora nemmeno specificato per quali piattaforme sarà sviluppato Assassin's Creed 2.
In questi giorni, sebbene i giovani non siano proprio i primi a seguire i telegiornali, anche loro avranno notato (forse più di tutti) che nonostante non si faccia altro che parlare di borse che scendono in picchiata e (in generale) di "crisi finanziaria", il mondo dei videogiochi sembra letteralmente "immune" a quella che, per un attimo, è parsa agli occhi di tutti come una "seconda Crisi del '29".
Insomma non c'è da scherzare, il mondo intero se la sta passando veramente brutta; le nostre stesse vite ruotano attorno all'economia (che lo vogliamo, o no), perciò inevitabilmente finiamo per sentirci parte di questo pericoloso vortice. Eppure lì, da qualche parte, c'è una comunità che, quasi facendosi beffe delle altre che soffrono per la crisi, sopravvive ad essa, ed anzi sembra non avvertirla in alcun modo: è la comunità dei gamer, di coloro che, pur rendendosi conto della (grave) situazione, preferiscono non rovinarsi l'umore e spendere i loro risparmi per una console di ultima generazione, oppure per un videogioco appena uscito che attendevano da anni.
Questa a dir poco ottima (e ottimistica) situazione creatasi nel mercato videoludico è stata oggetto di discussione in una conferenza tenutasi giusto nella giornata di ieri 13 Novembre a New York, la BMO Capital Markets Interactive Entertainment Conference. Qui i principali rappresentanti del settore hanno avuto modo di fare un loro personale punto della situazione, e ne sono scaturite interessanti opinioni e constatazioni: ad esempio Mindy Mount, responsabile finanziaria della divisione di Microsoft che si occupa dell'entertainment, ha dichiarato: "penso che terremo molto meglio di altri settori [...] restiamo cautamente ottimisti"; a questo proposito ricordiamo che giusto a fine Settembre Microsoft tagliava di netto il prezzo d'acquisto della sua console di punta Xbox 360, portando la versione "Arcade" (quella priva di hard disk interno) a soli 179 Euro, e facendola diventare la console attualmente più economica sul mercato (persino il Wii di Nintendo costa di più, e non fa parte della next-generation di console).
E a proposito di Nintendo e di Wii, il presidente di Nintendo America Reggie Fils-Aime è pure lui intervenuto nel dibattito, dichiarandosi soddisfatto del fatto che il marchio Nintendo continua a vendere moltissimo (almeno negli States), e che le vendite di Wii sono tali da non permettere ancora un taglio del prezzo (che attualmente è di 250 Dollari, che diventano circa 225 Euro in Europa). Inoltre il Nintendo DS (sempre relativamente al mercato americano immaginiamo) fa registrare ogni anno il 20% di vendite in più rispetto all'anno precedente.
Anche Yves Guillemot, presidente di Ubisoft Entertainment, ha detto la sua, specificando che, nonostante negli Stati Uniti le maggiori catene di distribuzione che si occupano dell'intrattenimento elettronico siano quasi sul lastrico, le vendite nelle catene più piccole come GameStop continuano ad essere alte, grazie al fatto che ormai moltissime persone possiedono almeno una console in casa.
Infine il momento clou della conferenza si è avuto con l'intervento dell'analista di BMO Edward Williams, che se da un lato prevede che sotto le feste natalizie il mercato videoludico andrà ancor meglio di adesso, dall'altro non ha potuto fare a meno di notare che rimane una terribile incognita su di esso, per il semplice fatto che, se da una parte ci sono molti videogiocatori in tutto il mondo, dall'altra sono altrettanto numerosi quelli che ancora non si avvicinano a questo mondo, per cui c'è il forte rischio che costoro che "mancano ancora all'appello" non si presentino mai perché magari non convinti a investire i loro risparmi in un mercato (quello videoludico appunto) che comunque effettivamente è sempre più pieno di incertezze (vedi tutti quei giochi molto promettenti che al momento dell'uscita deludono poi le aspettative). Di seguito le parole di Williams:
"La questione è se le persone nuove ai giochi non sono per nulla
interessate ai videogame; penso che in questo caso ci
sia un grande potenziale di rischio".
Insomma, a conti fatti si può tranquillamente dire che il mercato videoludico non ha bisogno, ora come ora, di un "vaccino" contro la crisi economica...ma per quanto tempo ancora esso rimarrà immune ad una malattia che ha colpito il mondo intero?!
Neanche si parlasse di pirateria (e in tal caso saremmo pienamente d'accordo con qualunque decisione drastica), il presidente di Epic Games Mike Capps ha dichiarato, secondo quanto riportato dal sito Videogaming247.com, che il mercato dell'usato (il cosiddetto "mercato di seconda mano") è un pericolo per il mercato dei videogiochi, e vanno perciò presi provvedimenti più decisi (in questo caso anche l'aggettivo "drastici" rende bene l'idea) per cercare di scoraggiarlo il più possibile.
Capps in particolare ha posto l'accento su almeno due fattori: il primo consiste nel fatto che gli svilupparori di videgiochi non ci guadagnano niente né quando gli utenti che hanno acquistato un gioco originale lo vendono ad altri, né quando altri utenti a loro volta comprano un gioco originale da altri (quindi un gioco di seconda mano appunto); il secondo punto invece consiste in quella che lo stesso Capps vede come una possibile (e a questo punto molto probabile e prossima, almeno negli Stati Uniti, dove il fenomeno del mercato di seconda mano si fa sentire maggiormente sui guadagni delle software-house) soluzione definitiva al problema: focalizzare maggiormente l'attenzione sui "DLC" (ovvero i Contenuti Scaricabili a pagamento), e crearne di nuovi.
"Nuovi" DLC significa una cosa ben precisa: che, se la cosa dovesse andare in porto, in futuro soltanto coloro che possederanno la versione originale di un determinato gioco, potranno giocarlo fino in fondo, mentre coloro che lo avranno acquistato di seconda mano (dunque senza una licenza originale), dovranno pagare una cifra (per ora indicativa) di 20 Dollari per acquistare il finale di quel preciso videogioco in qualità di contenuto scaricabile dalla rete (ad esempio via Xbox Live nel caso di giochi per console Xbox 360).
Fa immenso piacere venire a conoscenza dell'acquisizione, da parte di Ubisoft, della software-house svedese Massive Entertainment, conosciuta ad oggi grazie al suo RTS (strategico in tempo reale) World in Conflict, uscito poco più di un anno fa in versione PC.
Da parte nostra ci aspettiamo molto da questa mossa del colosso francese; a dire il vero solo, pensate un po', in questi giorni Ubi è divenuta "famosa" per lo sviluppo di strategici (grazie al rilascio del promettente ed innovativo Tom Clancy's EndWar, disponibile su Xbox 360, PlayStation 3, PSP e Nintendo DS), ma è comunque innegabile la grande storia ed esperienza della stessa Ubi nel campo dei videgiochi a sfondo bellico in generale (soprattutto per quanto riguarda il genere "fanta-politico", che proprio con EndWar raggiunge l'apice).
Ci si aspetta in particolare che l'acquisizione di Massive da parte di Ubisoft, che ovviamente comporta anche l'acquisizione della licenza di World in Conflict, riporti in alto non solo la medesima società svedese, ma pure il suo apprezzato strategico, che fra l'altro dovrebbe debuttare prossimamente su console next-gen, e tornare nuovamente su PC, con l'espansione stand-alone World in Conflict: Soviet Assault, della quale non si hanno aggiornamenti ormai da diversi mesi, da quando precisamente Activision Blizzard ha deciso di non pubblicare più il gioco, con l'idea per giunta di vendere Massive (cosa che, adesso, può dirsi avvenuta definitivamente).
Se vi saranno sviluppi in merito (e pensiamo decisamente di sì), state pur certi che ve lo faremo sapere!
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