Accordo Natuzzi-sindacati

La famosa azienda pugliese di divani Natuzzi che oltretutto è anche quotata alla borsa di New York ha emanato un dispaccio dove specifica di aver raggiunto un’accordo con i sindacati per quanto riguarda la spinosa vicenda degli esuberi del personale.
L’accordo prevede che si passi da un numero iniziale di 1506 esuberi a 534 con la risultante che sono stati salvati quasi 1000 posti di lavoro.
Nella nota dell’azienda si evince che il verbale d’intesa firmato nella sede della Confindustria a Roma va ad aggiornare il precedente accordo firmato il 13 ottobre del 2013 che aveva dato inizio al piano di riorganizzazione dell’assetto industriale di tutto il gruppo.
La dirigernza in una nota ha commentato come segue:

“Si tratta di un risultato che permette di dare continuità, di rafforzare il percorso industriale, già avviato, volto al recupero della competitività delle produzioni italiane del Gruppo Natuzzi e di ridurre gli esuberi strutturali che passano da 1.506 a 534 dipendenti”.

Quindi il nuovo gruppo di lavoro dell’azienda pugliese passerà in breve tempo da 2334 a 1800 dipendenti con l’applicazione del contratto di solidarietà, i 534 esuberi verranno affidati alla tutela della cassa integrazione.
I sindacati dalla loro sono soddisfatti dell’accordo e ammettono che la strada del contratto di solidarietà era ben accetta da entrambe le parti, sia dalla società che dalla Filca, Cgil, Fillea, Cisl, Feneal e Uil.
Questo per cercare di consentire il riassorbimento degli esuberi, da un primo numero di 900 dipendenti proposti dal piano industriale della società si è arrivati a 1500 in solidarietà, fra i quali 1400 subito e altri 100 entro il 2017.
Facendo in questo modo si è riusciti a recuperare ben 600 lavoratori della Cigs, restano 409 lavoratori di cui 100 verranno inseriti in nuove società nate sul territorio entro quest’anno e per gli altri 309 continua la ricerca di una nuova locazione di lavoro come previsto dall’accordo.
Forse la Natuzzi è riuscita a trovare una scappatoia a tutti i problemi di quest’ultimo periodo, calcolate che nel 2014 la società aveva fatto registrare un calo del fatturato del 7% con relativi 25 milioni di euro di perdite e con questo era il settimo anno consecutivo di conto in rosso per un totale di 270 milioni di euro persi.

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